Potenziamento: TanaLiberaMente

(Clicca sul titolo) LABORATORIO DI TANA LIBERA MENTE

Il laboratorio di Tana Libera Mente nasce come scelta di conferire un approccio laboratoriale alle ore destinate al potenziamento dando vita a un progetto d’ istituto,muove dal suggerimento contenuto nelle Indicazioni Nazionali che pongono l’accento non solo sulle azioni di recupero,ma anche di promozione dell’originalità e la diversità di ogni persona.

La frase di Einstein “La logica vi porterà da A a B. L’Immaginazione vi porterà dappertutto” è Lo sfondo integratore delle attività proposte in quanto volevamo porre l’attenzione sul pensiero creativo,non inteso in senso ricreativo,ma divergente, anche con riferimento al POF della nostra scuola.

Non si è trattato,dunque, di dare agli alunni competenze tecniche, ma di renderli versatili e pronti a ragionare in modo divergente, dando loro la possibilità di conoscere ed utilizzare strumenti diversi per acquisire conoscenze.

Il progetto ha coinvolto gli alunni delle classi terze, quarte e quinte, il coinvolgimento a piccoli gruppi ha consentito di favorire l’azione di approfondimento e sperimentazione nel laboratorio, nel contempo le docenti curricolari , rimaste in classe, hanno lavorato sia sul recupero sia sul rinforzo.

Convinte delle motivazioni di partenza,la prima fase, quella di ideazione e organizzativa è stata soprattutto

di ricerca per una progettazione che tenesse conto delle attitudine delle docenti coinvolte e che sviluppasse in armonia gli argomenti tematici, le risorse della scuola,   la collaborazione tra colleghe, la motivazione degli alunni, l’organizzazione oraria, le necessità didattiche, le finalità del progetto, i criteri per la composizione dei gruppi,le impostazioni metodologiche, i tempi di progettazione, realizzazione, monitoraggio e valutazione…

Il punto di forza della progettazione è stata l’opportunità di usare un locale come luogo per le attività laboratoriali e di biblioteca, da qui il nome Tana Libera Mente.

L’individuazione di un nuovo spazio, le modalità di collaborazione a classi parallele, ha permesso di avviare quel processo che consente di far vivere la scuola come comunità, di viverla in modo più ampio: la scuola oltre l’aula.

Uscire dalla classe, entrare in un ambiente organizzato differentemente predispone alla motivazione alla scoperta, alla partecipazione entusiastica e alla condivisione dell’esperienza.

Si è optato per argomenti di tipo scientifico, in una declinazione laboratoriale-artistica.

Lo schema delle attività prevedeva tre percorsi concepiti come viaggi esplorativi alla scoperta di fenomeni della realtà quotidiana(luce ,acqua, aria) approcciati attraverso la logica scientifica e l’immaginazione creativa e con la guida di domande fondamentali per la conoscenza.

La programmazione è stata uguale per ogni percorso, sviluppato in quattro incontri:

laboratorio accoglienza e d’introduzione all’argomento

laboratorio scientifico

laboratorio artistico

4°restituzione in classe

I tempi per ciascun percorso sono stati di quattro settimane, ogni incontro di due ore. Le attività sono state distribuite per tutto l’arco dell’anno scolastico con pause determinate da necessità didattiche.

Gli spazi sono stati allestiti, ogni volta, con materiali e strumenti necessari allo sviluppo dell’argomento del laboratorio.

 

 

MOTIVAZIONE

Partendo da elementi e fenomeni di cui i bambini fanno esperienza sia nella quotidianità sia nel percorso teorico-curriculare, il progetto si è proposto di fornire un’occasione di problematizzazione dell’esperienza   Si sono messe in gioco capacità esplorative e di osservazione, di previsione e di confronto utilizzando metodologie didattiche laboratoriali con un lavoro di tipo interdisciplinare.

Tale percorso ha facilitato la personalizzazione del processo di insegnamento/apprendimento, consentendo agli alunni di acquisire il “sapere” attraverso il “FARE”, dando forza all’idea che nella scuola si acquisisce la competenza chiave “di imparare ad imparare”. Gli argomenti sono stati motivanti per i bambini e si sono prestati a realizzare semplici esperimenti per l’osservazione diretta con materiali di facile reperibilità. Il passaggio dal concetto di senso comune al concetto scientifico si è realizzato non solo attraverso la sperimentazione, ma anche attraverso riflessioni sistematiche.

 

METODOLOGIA

Abbiamo introdotto gli argomenti con giochi di accoglienza a tema per creare il gruppo di lavoro e praticare la socializzazione, intesa come motivazione di base dando anche spazio all’esplorazione libera dell’ambiente formativo.

Per ogni percorso abbiamo presentato uno studio teorico con l’aiuto di domande-stimolo, uso di strategie didattiche come il Circle time ,il Peer to peer, il Peer tutoring   che hanno reso significativa la costruzione delle conoscenze. Il ruolo del docente è stato attivato come facilitatore dei processi e mediatore dei saperi.

I bambini hanno creato collettivamente mappe concettuali attraverso la manipolazione delle informazioni messe a disposizione, utilizzando supporti fisici accattivanti per favorire l’attenzione attraverso il gioco.

Inoltre hanno osservato e sperimentato i fenomeni attraverso esperienze quotidiane ed esperimenti scientifici con uso di materiale di facile reperibilità e di riciclo.

Ogni passaggio e attività svolti hanno utilizzato la discussione come metodologia per favorire la concettualizzazione dell’esperienza, per consolidare l’acquisizione del linguaggio scientifico corroborato da altri   linguaggi di tipo non verbale come: segni, disegni, colori, suoni e movimento.

Sono state affiancate alle attività scientifiche dei laboratori artistici utilizzati per osservare ed esperire il mondo con occhi diversi.

I TRE PERCORSI

Il percorso Luce è stato intrapreso seguendo una grande mappa lap-book a muro, che conducesse i bambini dai concetti base fino alle formulazioni scientifiche più complesse attraverso una catena di domande e informazioni sempre collegate a osservazioni e esperimenti. Il laboratorio artistico ha creato tre opere ”giocando con la luce”: un Mondrian con la tecnica della vetrata,uno zootropio come strumento alle origini del cinema e un teatrino delle ombre.

Il percorso acqua ha avuto la particolarità di prendere vita in un “ lago artificiale” riprodotto nella Tana, in cui i bambini hanno trovato gocce di conoscenza da rielaborare e organizzare in base alle quattro domande guida( in quattro tonalità di azzurro).

La manipolazione delle idee corrispondeva alla manipolazione dell’oggetto-supporto: la mappa è diventata un ombrello di gocce –conoscenze. Tutto il percorso riproduceva nelle sue fasi il ciclo dell’acqua.

“Giocando con l’acqua” i bambini hanno creato opere astratte ispirate ai movimenti dell’elemento usando china ,tempere e acquerelli.

Il percorso aria è stato motivato dall’obiettivo finale di una festa all’aperto di tutta la scuola. La mappa delle conoscenze ha preso forma come bagaglio di una grande mongolfiera attraverso concetti –girandola distinti in domande-colore che i bambini hanno studiato e messo in relazione con esperienze ed esperimenti.

Il laboratorio artistico ha prodotto aquiloni di diverse forme e colori che aspettano di spiccare il volo tutti insieme come metafora del pensiero logico-divergente.

 

È stato un anno di ideazione che ci ha permesso di mettere a fuoco le potenzialità del progetto e allo stesso tempo le criticità di un lavoro così complesso, legate alla volontà di sperimentare.

Il punto di forza più evidente ci è parso la riconnessione di motivazione e risultato, come origine e fine, dell’atto di apprendere. La verifica e valutazione passavano attraverso la conclusione stessa del percorso che portava i bambini a insegnare le nuove conoscenze ai propri compagni di classe.

La criticità più difficile da affrontare è stata la gestione della complessità di attività, tempi,spazi e persone coinvolte, nel tentativo di mantenere tutto in armonia.

Coordinatore del progetto Romanelli Rossana

Soggetti coinvolti

Docenti  Interni: Di Martino, Francocci, Romanelli, Valentino

Destinatari alunni del plesso di via degli Oleandri, classi III-IV-V

Classi parallele a gruppi di alunni

 Finalità

Il progetto mira a:

  • Promuovere la capacità di osservazione;
  • Promuovere le potenzialità espressive e creative;
  • Promuovere la capacità di rielaborare in modo personale le informazioni acquisite
  • Sviluppare abilità comunicative, capacità propositive nell’ambito di esperienze di condivisione e partecipazione.
  • Sviluppare le abilità di analisi e memorizzazione dei contenuti scientifici
  • Stimolare la motivazione allo studio in modo alternativo alla didattica frontale

Obiettivi

  • Saper utilizzare i concetti appresi per la ricerca, l’ideazione e l’applicazione didattica
  • Saper ascoltare ed intervenire in modo appropriato.
  • Discriminare e riprodurre suoni e rumori.
  • Giocare con il corpo: osservare, ascoltare, sperimentare.
  • Potenziare le capacità creative ed espressive
  • Potenziare la fiducia nelle proprie capacità
  • Riuscire ad esporre le proprie idee
  • Collaborare con i compagni in modo attivo alla realizzazione di proposte didattiche.
  • Riconoscere l’altro come portatore di esperienze ricche di spunti per il confronto e la crescita.
  • Riutilizzare il materiale di scarto attraverso un fare ludico e creativo.
  • Rielaborare e modificare creativamente disegni, immagini, materiale d’uso comune, testi, suoni, per produrre immagini del proprio mondo interiore.
  • Sviluppare la capacità di capire e farsi capire utilizzando i diversi linguaggi: mimico-gestuale, verbale, iconico e musicale
  • Saper osservare la realtà/ambiente che circonda ognuno.
  • Verificare un procedimento

Saper costruire e attuare una lezione/simulare una situazione d’insegnamento

Metodologie utilizzate

  • Cooperative learning.La tecnica di apprendimento cooperativo adottata è il JIG-SAW PUZZLE: una sorta di mosaico delle conoscenze del gruppo.

 

  • Brainstorming sulle conoscenze ed esperienze del gruppo rispetto alle tematiche affrontate
  • Utilizzo degli organizzatori anticipati