Ignazio Jaccometti

Breve nota biografica di Ignazio Jacometti  

Ignazio Jacometti nacque a Roma da Antonio e da Anna Maria Lang il 16 genn. 1819. Avviato da giovane agli studi di avvocato, ben presto manifestò i suoi veri interessi, rivolti alla produzione artistica. Cominciò a coltivare la passione del disegno presso l’Accademia di S. Luca, dove avvenne la sua formazione e dove dal 1861 ebbe luogo la sua attività didattica presso la cattedra di scultura del nudo. Cresciuto a Roma nell’ambiente del classicismo post-Canoviano, Ignazio Jacometti  acquistò rapida fama con due gruppi statuari che Papa Pio IX volle collocati ai piedi della Scala Santa in Laterano. Destò scalpore, nella Roma dell’epoca, la visita che Papa Mastai fece allo studio dello Scultore nell’agosto 1852. Acquistato in tale occasione il “Bacio di Giuda”,

il Papa gli commissionò poi un secondo gruppo: “Ecce Homo”.

 

Dalla stima e l’affetto di Pio IX e del Segretario di Stato Cardinale Antonelli per lo Jacometti dovevano nascere numerose altre commesse e quindi, a partire dal gennaio 1870, l’incarico di Direttore Generale dei Musei e Gallerie Pontificie.  Oltre ai lavori della Santa Sede, Ignazio Jacometti produsse opere per vari ordini religiosi e singoli privati. Per questi ultimi fece soprattutto ritratti ed alcuni monumenti funebri. Tra le statue scolpite per Chiese e Monumenti sono da ricordare, assieme ai due gruppi della Scala Santa, il “Mosè” del Monumento dell’Immacolata in Piazza di Spagna,

la statua di Pio IX Orante in Santa Maria Maggiore,

 

il “San Pietro” nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, le quattro statue del Monumento al centro dell’Isola Tiberina

Ex studente dell’Accademia di San Luca, della stessa divenne Presidente nel 1869. Nella sua qualità di Direttore dei Musei Pontifici, intraprese la compilazione del primo inventario del patrimonio presente nei Musei e Gallerie Vaticane e Lateranensi e la riorganizzazione degli stessi.  Ad Anguillara, dove la famiglia Jacometti aveva da secoli vaste proprietà, Ignazio, appassionato di caccia, ritornava sempre volentieri per trascorrere lunghi periodi durante l’anno. Nel centro sabatino, dopo la morte dell’artista, avvenuta a Roma il 22 Aprile 1883, vennero trasferite dal suo studio romano tante opere in gesso, che ancora oggi si possono ammirare.

Articolo del M° Angelo Bianchini  dedicato al Bicentenario della nascita di Ignazio Jacometti.

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